Prede dell'infinita

PERFORMANCE A DUE VOCI
ispirata ai versi del primo poema di Antonio Santori: “Infinita (la conca)”

Serena Abrami azione vocale per spazio sacro
Giulia Merelli monologo lirico
con la partecipazione di Fabrizio Pagliaretta e Primigenia Folk Lab.

7 Novembre

Si tratta dell’espressione di un’immagine per me ossessionante: un campo di concentramento senza recinzioni e torrette di sorveglianza e guardie, solo un faro scivola lentamente nella notte, quasi a ricordare agli uomini e alle donne, che vivono insieme in baracche, l’esistenza di una legge. Sono di fatto liberi di fuggire, i prigionieri nella conca, eppure nello stesso tempo impossibilitati alla fuga, data la non esistenza del confine che delimita un al di là. E alla ricerca di questo segno, di questo limite, che è destinata all’esistenza delle varie figure del campo: esse sono prede dell’infinita, del “selvaggio” naturale e nello stesso tempo prede del trascendente, del “mondo dietro il mondo”


Come scrive lo stesso Antonio Santori, il 16 luglio del 1990, in una lettera al professor Valentini, presentandogli l’opera appena terminata.
Interpretata dall’attore Fabrizio Pagliaretta, sarà proprio questa lettera ad introdurre lo spettacolo.

Giulia Merelli è un’attrice, regista, con una formazione accademica in Lettere Classiche all’Università di Perugia e un diploma come “Attore-Performer” presso il T.S.U. Teatro Stabile dell’Umbria, corso di Alta Formazione specializzato in scrittura scenica. In formazione continua, su più versanti, ha ampliato le sue competenze con attori e registi quali Giuseppe Piccioni, Luca Micheletti, Leonardo Capuano, Francesco Rossini, Marco Sgrosso, Massimiliano Speziani, Annig Raimondi, Jairo Questa e James Slowiack del Teatro delle Sorgenti, Lucia Mascino, Silvia Gribaudi, Aldo Nove, il drammaturgo Gabriele De Luca, Arianna Porcelli Safonov. Specializzata nell’improvvisazione corporea e narrativa, ha lavorato con il teatro Bellini di Napoli, in una lunga tournée con la regia di Alessandro Gassman, e si è esibita nei teatri milanesi, fra i quali il teatro Franco Parenti, dove ha interpretato il personaggio di Sonja in “Delitto e Castigo”, con la regia di Alberto Oliva. Attualmente, nelle Marche, sta sviluppando un metodo teatrale chiamato ANIMA, che si intreccia con Scienze religiose, corso di laurea concluso con lode, presso l’Università “Carlo Bo” di Urbino. Qui, ha presentato una tesi che chiarisce il metodo e i fondamenti metafisici e teologici del teatro, interpretando la parola come un’azione concreta e trasformativa. Da tre anni, collabora con la cantautrice Serena Abrami nel laboratorio d’espressione vocale e teatrale: “Il suono dell’anima”. Ha lavorato con la Fondazione Claudi, creando performance, scritto e diretto spettacoli come “Il Veliero” e il dialogo “Tu e Claudio”. Recentemente, ha debuttato con “L’una”, un monologo da lei scritto e interpretato, con l’accompagnamento al pianoforte del Maestro Fabio Capponi.

Cantante, autrice e musicista, Serena Abrami è attualmente la voce della band Leda di cui cura le liriche. Nel tempo ha avuto modo di confrontarsi con cantautori come Ivano Fossati, Paolo Benvegnù e Marino Severini (Gang); musicisti come Fabio Capponi o Ferruccio Spinetti, mentre in studio di registrazione lavora con produttori internazionali, tra cui Steave Lyon e Howie Bee. Una delle sue ultime esperienze discografiche l’ha portata ad indagare la poesia di Claudio Claudi per cui ha composto sette brani inediti in formazione acustica. È presente come vocalist in colonne sonore per cortometraggi e serie tv. La ricerca vocale di Serena è affiancata allo studio dei canti di radice popolare, soprattutto dei Paesi sotto dittatura, che la portano a realizzare il coro “Primigenia”. Dopo una tesi con lode sui paesaggi sonori con campane presso l’università di Architettura di Ascoli, il tema torna presente nell’ indagine sulla relazione paesaggi-voce condotta insieme al professor Massimo Sargolini, direttore del master di II livello dell’Università di Camerino in “Paesaggio delle aree interne” e nel laboratorio “Suonare lo spazio” con Valentina Sciurti e “Il Suono dell’ anima” con Giulia Merelli. Negli ultimi anni con i Leda, compone ed esegue dal vivo le musiche dell’Opera in Fieri “Don Chisciotte ad ardere” per il triennio 2023 2025 (commissione Ravenna Festival) per Ermanna Montanari e Marco Martinelli de “Il teatro delle Albe” e in veste solista affianca la Montanari in “A te come te. Scritti giornalistici di Giovanni Testori”. In “Sole & Baleno” assieme a Pietro Babina, esplora per la prima volta la recitazione come dimensione possibile di una ricerca sulla Voce. Con il Teatro Rebis si avvicina al metodo Joyce Lussu e alla letteratura di Danilo Dolci. Ultima sua indagine è “Partitura di stagione – concerto per M. Sabet”, con la collaborazione di Enrico Vitali alla chitarra; il concerto poetico esce in anteprima nazionale al Festival di Segesta 2025.

Fabrizio Pagliaretta è un attore professionista diplomatosi nel 2015 presso l’Accademia Alessandra Galante Garrone di Bologna. Ha studiato con Maestri quali Vittorio Franceschi, Cesar Brie, André Casaca, Anna Maria Gambineri e Claudio Massimo Paternò. Studia l’arte a tutto tondo, dalla prosa all’acrobatica, dal canto al clownerie. Ha collaborato con registi internazionali quali Piergiorgio Ciní, fondatore della compagnia “Re nudo”, i figli d’arte Daniele Abbado e Andrea Bruno Savelli, Paco Azorin e Lev Dodin, con tournée in tutta Italia e spaziando tra la prosa e il cinema. Di rilievo sono i ruoli nel film Hollywoodiano Arcana con la Regia di Aslan Dialgoc e nel film “Il giovane favoloso” di Mario Martone.